Se il primo è il “medico dell’occhio”, colui che effettua la diagnosi, che esegue il fondo oculare, che valuta e corregge i vizi rifrattivi e che prescrivere i trattamenti farmacologici necessari, il secondo è invece il “tecnico della vista”, indaga la presenza di diplopia e il senso della tridimensionalità, studia la motilità dei muscoli oculari, corregge l’ambliopia, esegue la cosiddetta “ginnastica oculare”, svolge una serie di esami strumentali che dovranno però essere esaminati e refertati dall’oculista.
Della durata di circa 20 minuti, la visita ortottica si rivolge soprattutto ai bambini proprio perché mira a diagnosticare o escludere la presenza di anomalie a carico dell’apparato neuromuscolare dell’occhio e le alterazioni che ne derivano e che con una diagnosi precoce e i giusti esercizi, saranno certamente più facili da risolvere rispetto a quando riscontrati in età adulta.