L’aumento della pressione intraoculare (IOP) rappresenta, come sappiamo, il principale fattore di rischio modificabile per la progressione del glaucoma.
Riportiamo qui una ricerca effettuata su 144 pazienti con danno glaucomatoso (senza chiusura dell’angolo della camera anteriore né glaucoma secondario o altre anomalie corneali o traumatiche) e già evidenti difetti del campo visivo, seguiti nell’arco di 6 mesi tra il 2023 e il 2024
È stato rilevato che la IOP segue tipicamente un distinto ritmo circadiano, con valori massimi durante le ore notturne, questo implica il prestare una grande attenzione nella gestione della IOP proprio in questa fascia oraria. In particolare, la IOP presenta notevoli fluttuazioni in risposta ai cambiamenti posturali: il passaggio dalla posizione eretta a quella supina durante il sonno, infatti, rappresenta un fattore per l’aumento notturno dei valori pressori.
Viene riportato che: rispetto alla posizione supina, la posizione in decubito laterale aumenta la IOP di 1,5-3,2 mmHg. La posizione prona, invece, induce un aumento ancora più pronunciato, di circa 5 mmHg.
La stessa ricerca riporta che, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare nel tentativo di trovare specifiche posizioni che al contrario riducessero la IOP, i suoi valori aumentano inaspettatamente anche nella posizione con cuscino alto.
Studi precedenti avevano riportato una riduzione della IOP in posizione semi-reclinata, utilizzando un cuscino a cuneo o sollevando la testiera del letto. Essendo però queste soluzioni troppo specialistiche e poco praticabili a livello domestico, i ricercatori si erano proposti di riproporre una condizione più facile da realizzare: tenere la testa alta attraverso l’uso di cuscini più spessi.
Nello specifico: gli interventi posturali (con angolo di elevazione della testa era compreso tra 20° e 35°) sono stati condotti durante un protocollo standardizzato di monitoraggio della pressione intraoculare di 24 ore. I pazienti hanno mantenuto le proprie terapie topiche già in atto e le misurazioni della IOP sono state effettuate a intervalli di 2 ore utilizzando il tonometro a rimbalzo sia nelle misurazioni diurne che notturne.
L’ipotesi che ne è seguita è che le modifiche di posizione della testa possano inavvertitamente portare alla flessione del collo, che potrebbe potenzialmente comprimere meccanicamente le vene giugulari e ostacolare così il deflusso dell’umore acqueo, con conseguente aumento la IOP.
La conclusione cui questo studio è pervenuto è che, rispetto alla posizione supina, la posizione con cuscino alto si associa a:
- aumento della pressione intraoculare
- maggiore fluttuazione della IOP nelle 24 ore
- riduzione della pressione di perfusione oculare nei pazienti con glaucoma.
Per definizione, la pressione di perfusione oculare (OPP) è la forza che garantisce il costante afflusso di sangue e ossigeno all’occhio. Una sua riduzione indica che il sangue sta facendo più fatica a raggiungere le strutture oculari, un fattore di rischio chiave nello sviluppo e nella progressione di patologie come il glaucoma.
Questo dato potrebbe essere correlato alla compressione della vena giugulare indotta dalla flessione del collo, che sembrerebbe compromettere il ritorno venoso e il deflusso dell’umore acqueo. I pazienti con glaucoma potrebbero, quindi, trarre beneficio dall’evitare posture durante il sonno che inducono compressione della vena giugulare; tali accorgimenti comportamentali rappresentano una strategia aggiuntiva, semplice ma potenzialmente efficace per ottimizzare la gestione a lungo termine della IOP nella pratica clinica.
L'articolo completo "Association of high-pillow sleeping posture with intraocular pressure in patients with glaucoma" (2026), di T. Liu, Z. Wang et. al., lo trovate su https://bjo.bmj.com/