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Luce Blu

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Pubblicato da in salute ·
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Per comprendere i danni che può subire l'occhio in seguito ad eccessiva esposizione alla luce blu, proviamo prima conoscere cos'è la luce blu, da dove deriva e come si comporta.



La luce è composta da radiazioni con lunghezza d’onda diversa. Attraversando un prisma di vetro, i raggi delle varie lunghezze d’onda subiscono spostamenti diversi, che si accentuano ancora uscendo dal prisma. Il processo che avviene è quello della rifrazione della luce, e il risultato è uguale a quello che avviene nell’atmosfera dopo un temporale quando la luce del sole incontra una goccia di pioggia e la deve attraversare: uno stupendo arcobaleno
Poiché tutti quelli così ottenuti sono i colori visibili all'occhio umano, parliamo di "spettro visibile" (dai 390 ai 700 nm); ma la luce si estende per una gamma di frequenze molto più ampia. A frequenze maggiori, sopra il violetto, abbiamo: l'ultravioletto (UV - che noi non riusciamo a vedere molto bene poiché la cornea lo assorbe), i raggi X (la luce emessa in questa banda è troppo "blu" per essere vista dall'occhio umano), i raggi gamma. A frequenze più basse, oltre il rosso, abbiamo l'infrarosso (IR); ricordiamoci che circa la metà dell'energia raggiante proveniente dal Sole è costituita da infrarosso, e una lampada elettrica ordinaria emette molto più infrarosso che luce. L'uomo, come tutti gli animali "a sangue caldo", è un emettitore di infrarosso. Infine, si ha la vasta regione spettrale delle onde radio.
Le radiazioni UV e IR non sono invece visibili e possono avere effetti nocivi sui tessuti biologici oculari, inducendo danni che crescono proporzionalmente alla quantità di radiazioni che l’occhio assorbe.
La porzione IR (lunghezza d’onda superiore a 760 nm), quando è eccessiva, è responsabile della denaturazione delle proteine lenticolari che inducono la formazione della cataratta. La porzione UV (lunghezza d’onda inferiore a 390 nm) viene filtrata dai mezzi ottici oculari e non raggiunge la retina, ma può provocare danni al segmento anteriore dell’occhio dato che il suo assorbimento avviene prevalentemente da parte della cornea, della congiuntiva e del cristallino (Catalano, 2001).
Diversi studi hanno in realtà negli anni determinato che anche una porzione della luce visibile può arrecare danni all'occhio umano. Nello specifico parliamo della luce blu, che ha lunghezza d’onda da 400 a 500 nm nella porzione visibile.
Questa, a differenza dei Raggi UV, non viene naturalmente filtrata, così oltre ad incorrere ad uno stress ossidativo, con invecchiamento precoce delle cellule, e e ad una alterazione del film lacrimale (da qui secchezza oculare e stati infiammatori dovuti all'alterazione degli stati superficiali deputati alla protezione dell'occhio), la luce blu penetra fino alla retina ed implica uno stato infiammatorio, con aumento di radicali liberi e materiali di scarto, che induce una progressiva degenerazione macualre, fino ad un possibile sviluppo di maculopatie.

Gli effetti della Maculopatia


Fino ad ora abbiamo parlato della luce blu naturale. Non possiamo nell'era del digitale non parlare di quella artificiale proveniente dai più comuni video terminali. La luce blu emessa da televisori, pc, smartphone, tablet è ormai quella a cui siamo maggiormente esposti e per periodi di tempo molto prolungati durante le nostre giornate.
Ricordiamoci anche che la luce blu, essendo in grado di attraversare il tratto retino-ipotalamico responsabile della regolazione del ritmo circadiano, va ad interferire con la produzione di melatonina – regolatrice proprio del ritmo sonno/veglia – rendendosi così responsabile anche di un'alterazione qualitativa e quantitativa del nostro sonno, con tutte le problematiche dirette ed indirette che ne derivano. Proprio per questo piccole e semplici regole potrebbero aiutarci non solo a preservare il benessere dei nostri occhi, ma anche il nostro stato di salute generale...





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